FMA – 2 novembre 2009
Lettera aperta del Sig. Mauro De Maio, operaio della FMA, al Presidente di Confindustria Avellino dott. Silvio Sarno.
Gentile Presidente,
mi chiamo Mauro De Maio e sono un dipendente dello stabilimento FMA di Pratola Serra, addetto alla linea di montaggio.
Qualche giorno fa Lei ha rilasciato alcune dichiarazioni alla stampa che mi hanno lasciato alquanto perplesso, soprattutto quando ha detto: “L’FMA produce motori e sia i sindacati che i lavoratori sanno che se non si vendono auto non si possono fare motori. Per ora sfruttiamo gli ammortizzatori sociali, poi con la ripresa tutto cambierà”.
Rispetto la sua affermazione, ma le chiedo di riflettere su un dato di fatto. Fino a non molti anni fa il nostro stabilimento aveva una quota di mercato pari al 70%, ossia su 100 auto FIAT vendute in Italia, 70 avevano un motore prodotto in FMA. Nel 2008 la quota di mercato della FMA si attestava intorno al 20% e i dati degli ultimi mesi evidenziano ancora una diminuzione: oggi su 100 auto FIAT vendute in Italia, 17 hanno motori prodotti in FMA.
Mi chiedo e le chiedo cosa c’entra la crisi di mercato dell’auto con questi dati? Esistono forse spiegazioni che vanno ben oltre la semplice giustificazione della crisi di mercato? Esistono forse problemi ben più gravi? Vi sono scelte strategiche sbagliate?
Se la domanda cresce, con una quota di mercato intorno al 17%, riusciremo ad avere gli stessi volumi produttivi?
E ancora le chiedo di considerare su cosa oggi la Fiat sta puntando. Basta guardarsi un po’ in giro per comprendere che l’azienda punta su macchine piccole ed ecologiche, sull’efficienza dei motori a benzina mentre per il futuro si guarda al motore elettrico. Sono queste per altro le dichiarazioni di alcuni fra i nostri più alti dirigenti, come l’Ing. Altavilla e l’Ing. Bernard. Per il diesel il futuro è alquanto incerto.
Vede Presidente Sarno, la Fiat ha già programmato il suo futuro per i prossimi dieci anni. Il problema è che la FMA non rientra in questi programmi.
Lei ha detto che “L’FMA ha una storia da difendere che non c’entra nulla con lo stabilimento FIAT alle porte del capoluogo partenopeo”. In quest’ultimo periodo abbiamo incontrato molti politici, industriali, sindacalisti, proprio per difendere questa storia, una storia fatta di impegno, sacrificio e a volte anche sofferenza.
Le dico con molta franchezza che per il sottoscritto è umiliante andare in giro cercando qualcuno che possa perorare la nostra causa. È avvilente andare alla ricerca di qualche persona che possa tutelare il tuo posto di lavoro, quando mi hanno insegnato che il posto di lavoro si difende con la competenza, la professionalità, l’impegno, il sacrificio e lo spirito di abnegazione. Sono queste qualità, infatti, che dovrebbero difendere il mio posto di lavoro.
Forse queste qualità non sono più attuali in una società globalizzata, caotica in cui la logica spasmodica del profitto tende molto spesso a soggiogare l’uomo e la sua intelligenza.
Il 2 novembre 2009, giornata dedicata ai defunti, la FMA inizia il periodo di cassa integrazione guadagni straordinaria. (Se il buon giorno si vede dal mattino……).
Sarei lieto se con il suo aiuto si riuscisse ad organizzare un convegno sulle ragioni della crisi della FMA. Credo che possa diventare un caso da studiare, da portare nelle aule universitarie. Si potrebbero invitare i nostri dirigenti, con i quali non si riesce nemmeno in questi momenti così difficili ad avere un accenno di colloquio. Ormai sono ostinatamente rinchiusi nella loro torre d’avorio evitando qualsiasi contatto con noi poveri mortali. Potremmo invitare i sindacati e chiedere loro dov’erano quando la FMA ha iniziato la lunga ed inesorabile discesa negli inferi.
Potremmo invitare gli industriali, gli imprenditori e capire insieme a loro l’importanza del merito, della creatività, dell’innovazione, della formazione, della partecipazione e del coinvolgimento del personale per il successo di un’azienda.
Potremmo invitare i politici per capire il valore che essi danno a parole come morale, etica, legalità. Sarebbe bello approfondire queste tematiche.
Quante volte ho sentito queste parole sciorinate nei dibattiti, nei convegni, nei seminari, da queste persone. Sono parole che incantano la platea, riempiono la bocca, ma quanta differenza poi fra il dire ed il fare.
Potremmo intitolare questo convegno: “FMA, 2 NOVEMBRE 2009, L’INIZIO DELLA FINE?”
Vede Presidente, nonostante tutto, io non intendo mollare, continuerò a credere nei nostri principi costituzionali, principi di libertà, giustizia, legalità e democrazia. Anche se ci sono momenti in cui ti senti fuori dal mondo, fuori dal sistema, momenti in cui vieni deriso, denigrato, sbeffeggiato.
Nel mio piccolo farò tutto ciò che è in mio potere per portare avanti questi ideali, perché, per dirlo con Ezra Pound, “se un uomo non è disposto a battersi per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale niente lui”.
Nell’attesa di un suo cortese riscontro, Le porgo cordiali Saluti.

mercoledì 28 ottobre 2009 09:58
Anch’io sono un lavoratore dell FMA quello che posso dire è che mi ritengo fortunato ad avere un collegha cosi, c’ è ne fossero un centinaio cosi e mi riferisco ai nostri sindacati che metto la mano sul fuoco , non hanno conoscenza del problema come il mio amico collega che è un semplice operaio come lo soi io.
Grande Mauro sei l’orgoglio di noi comuni mortali
Grazie
mercoledì 28 ottobre 2009 10:38
[...] lettera aperta. Segnalo la lettera aperta scritta dall’amico Mauro de Maio, indirizzata al presidente di Confindustria Avellino, Dott. [...]
mercoledì 28 ottobre 2009 10:49
mauro bellissima lettera ti lascia senza parole……….spero che la stessa sensazione la provi anche silvio….che penso che sia attualmente in irpinia l’unico che possa darci una mano(se vuole)………..CIAOOOOOOOOOO!
mercoledì 28 ottobre 2009 14:39
Ciao Mauro, sono Giulio (RSU Astec), per intenderci sono venuto con te a Benevento… Complimenti per la lettera…beh che te li faccia io, non ha un gran significato, ma secondo me è importante che iniziamo a pensarla un po tutti alla stessa maniera, che si incominci ad aprire gli occhi e guardare al futuro (sperando che non sia troppo tardi).
Ben vengano iniziative come la tua, anzi penso che ognuno di noi possa fare la propria parte, ognuno ha le proprie amicizie piccole o grandi che siano, l’importante è sensibilizzare l’opinione pubblica.
Penso che noi un po più partecipi, dovremmo creare un coordinamento, riunirci periodicamente e confrontare le nostre idee, stabilendo delle strategie da intraprendere per rendere quanto più possibile evidente la CRISI FMA.
mercoledì 28 ottobre 2009 17:47
caro compagno il problema non è a mio modesto giudizio ; diesel , benzina , elettrico, fma deve andare nella direzione del mercato, che direbbe auto piccole.ma attrezzare fma in questa direzione significa fare un altra fma con i costi che puoi immagginare. allora perche’ non fare motori grandi ( costi di adeguamento sicuramente inferiori) per veicoi commerciali? abbiamo tecnologie superiori alla sofim di foggia e creare sinergie con essa. ciao