Un’occasione da non perdere
Spesso nelle realtà aziendali non si dà molta importanza alla formazione.
Si ritiene che tutto ciò che può servire ad un buon dipendente lo può imparare con la pratica quotidiana.
Tuttavia spesso si sottovaluta l’importanza della teoria, e dell’insegnamento di metodi e teorie per svolgere al meglio il proprio lavoro. La parola teoria nelle aziende è vista spesso come sterile sapere, al contrario delle conoscenze pratiche acquisite di giorno in giorno, viene quindi considerata “una perdita di tempo”.
Da un po’ di tempo invece le realtà aziendali si sono rese conto dell’importanza di corsi di formazione continui per i loro dipendenti. È vero che è utile imparare “facendo”, ma se prima qualcuno ci spiega cosa bisogna fare si impara ancora più in fretta. Sono molti gli esperimenti che confermano questa teoria.
In un mercato in continua e veloce evoluzione, non è più sufficiente che il sapere sia confinato in poche persone. Le aziende, per essere competitive, devono saper migliorare la propria efficienza organizzativa. E queste non sempre sono conoscenze innate, ma anzi spesso sono abilità che si apprendono in determinati corsi di formazione.
L’economia moderna è in rapida transizione, non si possono applicare vecchi schemi a nuovi modelli.
Ogni azienda ha bisogno di risorse umane qualificate e per far questo è indispensabile che siano formate man mano.
Occorre investire sul capitale umano dato che le competenze dei dipendenti sono indispensabili per l’efficiente funzionamento di un’azienda.
Possiamo partire da questa crisi che attraversa il nostro paese per riscoprire i veri valori.
I corsi di formazione sono un opportunità.
Provate a pensare alla differenza che può esserci tra un’impresa che dispone di una persona che si preoccupa del lavoro e lo svolge correttamente, e un’azienda che dispone, invece, di 20, 50 o 100 persone che se ne preoccupano e svolgono diligentemente i propri compiti.
È necessario capire che la maggior parte dei dipendenti si preoccupa del lavoro e lo svolgerà correttamente, se però verranno fornite loro opportunità, una formazione professionale adeguata e il potere di farlo. Per vivere da protagonisti nel contesto competitivo attuale, occorre essere un’azienda eccellente, un’azienda in cui le persone danno il massimo di se stesse, fornendo con professionalità e passione, un contributo di intelligenza che deriva dalle loro competenza e dalla loro esperienza, ma anche dal loro vissuto, dal loro entusiasmo dalla loro voglia di fare. E la voglia di fare qualcosa in più, di uscire da una logica burocratica nasce quando le persone vedono che le loro idee contano, che la propositività è un valore vissuto che il loro impegno è riconosciuto: quando cioè trovano soddisfazione in quello che fanno.
Non perdiamo questa occasione, utilizziamo al meglio i corsi di formazione, non riduciamo il tutto ad una mera formalità. I corsi di formazione possono essere utilizzati per spiegare e chiarire concetti, termini, tecniche e metodologie come il WCM, Qualità Totale, Il Miglioramento Continuo, L’organizzazione del posto di lavoro, 4M, 5S, 5W1H, Kanban, Just In Time, Produzione Snella, Six Sigma, Prato Verde, Fabbrica Integrata, Kaizen. Non sono slogan vanno applicati.
Mettiamo da parte per una volta, una sola volta, la gerarchia, il comando, le procedure, le regole, le fredde formalità e diamo spazio alla comunicazione, all’informazione, alla formazione, al dialogo e alla partecipazione. Diamo spazio allo scambio di idee. Diamo spazio ai contatti diretti, eliminiamo le barriere che ci separano, facciamo in modo che l’operaio comprenda quali siano i problemi che ogni giorno si trovano ad affrontare, e la direzione e i dirigenti individuino le difficoltà che ogni giorno incontra l’operaio. Trasformiamo questo momento così difficile in un esplosione di idee, proposte, miglioramenti.
Capisco benissimo che molto spesso certe affermazioni: “partecipazione, coinvolgimento” sono perfettamente comprensibili ma ciò che rende così arduo la loro applicazione sono le vecchie abitudini e i vecchi metodi di lavoro che ci impediscono di modificare il nostro modo di pensare e i nostri comportamenti.
Nel mese di luglio del 2008 si è svolto in Confindustria ad Avellino un incontro sul tema della sicurezza sul lavoro. Un giornalista ha chiesto ad un responsabile del personale: “Cosa bisogna fare per giungere ad una significativa diminuzione degli infortuni sui luoghi di lavoro? Occorre puntare sulla formazione e sull’informazione. Si tratta soprattutto di un fattore culturale, ma sappiamo bene che per ottenere un cambiamento culturale occorre volontà e la chiarezza degli obiettivi”.
Gli obiettivi ci sono, sappiamo cosa fare e come fare. Ciò che manca è la volontà, la volontà di cambiare la nostra cultura, il nostro modo di pensare ed agire. Avremo il coraggio di cambiare?
“L’apprendere è come remare contro corrente: se ci si ferma si torna indietro”

Lascia un Commento